Categoria: Lectio Magistralis

  • Il potere della parola, lectio magistralis con Roberto Esposito

    Il potere della parola, lectio magistralis con Roberto Esposito

    Lunedì 11 marzo, alle 15 al Teatro Comunale Vittorio Emmanuele c’è il terzo appuntamento del 10° Festival Filosofico del Sannio, organizzato dall’Associazione culturale filosofica “Stregati da Sophia”. La lectio Magistralis sarà affidata al professore Roberto Esposito che relazionerà sul tema “Il potere della parola”.

    Secondo il grande linguista Ferdinand de Saussure, il linguaggio è la prima istituzione umana. Ma il suo potere va molto aldilà di quello di ogni altra istituzione, perché la parola, detta o scritta, ha la facoltà di vincolare gli uomini e anche di creare una realtà che prima non c’era. Da Spinoza a Hegel, i filosofi moderni hanno insistito su questo carattere istituente del linguaggio. Le parole da un lato informano, ma dall’altra dichiarano, impegnano, invitano a comportamenti che entrano nella vita di relazione, rinnovandola anche radicalmente.

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    https://www.ottopagine.it/bn/cultura/351442/il-potere-della-parola-lectio-magistralis-con-roberto-esposito.shtml

  • Festival Filosofico del Sannio, Dacia Maraini racconta il suo ‘Linguaggio del rispetto’

    Festival Filosofico del Sannio, Dacia Maraini racconta il suo ‘Linguaggio del rispetto’

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    Nel giorno dedicato alle donne, una donna che molto si è battuta per i diritti di tutte noi, è salita sul palco del Teatro San Marco che diverse volta l’ha cista ospita nel secondo appuntamento del Festival Filosofico del Sannio, per parlare di rispetto, uguaglianza e gentilezza. Dacia Maraini, scrittrice, poetessa e donna al fianco delle donne,  ha parlato con il pubblico delle sofferte conquiste che hanno visto il ‘sesso debole’, che di debole ha dimostrato di non avere nulla, ottenere pari diritti rispetto a chi ha sempre tenuto, escluse piccole eccezioni, le redini del mondo, gli uomini.

    Ma siamo davvero sicure che questi diritti, ottenuti anche con il sacrificio di molte vite, siano effettivi e vigenti? Non proprio. Al di là del mondo che conosciamo, a pochi passi da noi, come ha ricordato la poetessa, ci sono donne che questi diritti ancora non li conoscono, nate in parti della Terra dove il patriarcato è talmente radicato da continuare ad ucciderle per ogni piccolo atto di libertà, come il vestirsi a proprio piacere o il dire ciò che si pensa, pur di non perdere e continuare a garantirsi il potere del possesso.

    Eppure, anche nella nostra parte del mondo, quei diritti scritti sulla Costituzione, non vengono ancora realmente applicati perché, come ha detto la scrittrice “In Europa abbiamo sì cambiato le leggi, ma non la mentalità, poiché ancora molti uomini non vogliono lasciare andare i loro poteri di possedere e comandare”. E così, in un epoca di progresso scientifico e tecnologico, il progresso culturale e umano ancora non c’è stato.

    Come possiamo quindi sradicare questi pensieri, questi modi di agire che a volte purtroppo sono perpetrati anche da donne su al tre donne? Iniziando dalle parole perché “Il linguaggio è tutto e più è sofisticato più ci permette di allontanarci da quella condizione animalesca dove prevale la legge del più forte sul più debole”. Ma il linguaggio, spiega Dacia Maraini, deve evolversi piano piano in modo naturale, non modificando di colpo la grammatica di una lingua che ha un suo senso di esistere. Cambiare vocali, aggiungerne nuove o levarne altre, non ha un reale valore perché, nel momento in cui si capirà l’importanza delle parole, tutto verrà da sé. Così, come prima si usava il termine ‘spazzino’ e ora ‘operatore ecologico’ tutto avrà un giusto e più corretto modo di essere descritto.

    Ed è qui che ‘Il linguaggio del rispetto’ entra in gioco. In un mondo dove si può dire tutto, senza spesso pagarne le conseguenza, dove i social e la tecnologia ci permettono di riversare il nostro odio, il nostro rancore, su chiunque in forma spesso anonima, bisognerebbe sviluppare un linguaggio che insegni a rispettare il prossimo perché è facile scagliarsi contro qualcuno senza mostrare il viso, ma questo diventerebbe più complicato se ci fossero regolamentazioni a tutela di chi utilizza le varie piattaforme.

    E così, con la gentilezza di chi sa che ogni parola ha un suo peso ben preciso, Dacia Maraini, alla presenza dell’assessora alla cultura Antonella Tartaglia Polcino, della vice prefetto vicaria Maria De Feo , dell’assessora al bilancio Maria Carmela Serluca e del rettore dell’Università del Sannio Gerardo Canfora, ha prima raccontato e poi discusso con il pubblico sull’importanza di dare a tutti eguale valore, sul bisogno di attuare un cambiamento che ci porti ad un miglioramento e non ad un peggioramento per non perdere anni di lotte pacifiche che le donne hanno fatto per ottenere qualcosa che dovrebbe essere la normalità, ovvero un’uguaglianza non solo scritta ma effettiva. 

    Fonte:  https://anteprima24.it/benevento/festival-filosofico-del-sannio-maraini-linguaggio-rispetto/

        

  • “Il linguaggio del rispetto” la Lectio Magistralis di Dacia Maraini al Festival Filosofico del Sannio

    “Il linguaggio del rispetto” la Lectio Magistralis di Dacia Maraini al Festival Filosofico del Sannio

    La lectio Magistralis del secondo appuntamento  del 10° Festival Filosofico del Sannio, organizzato dall’Associazione culturale filosofica “Stregati da Sophia” è affidata a Dacia Maraini,la scrittrice ha relazionato sul tema:” Il linguaggio del rispetto”.

    Un viaggio che attraversa le pagine dei suoi ultimi romanzi:”In nome di Ipazia. Riflessioni sul destino femminile” e Vita Mia”dove il linguaggio è protagonista come scelta corretta delle parole, dentro cui possono nascondersi la prigione del pregiudizio o la chiave del rispetto e della libertà. Nel romanzo“ In nome di Ipazia.

    Riflessioni sul destino femminile” la scrittrice presta la voce alle donne senza nome di ogni Paese in lotta per la dignità. ….

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  • Martedi’ prossimo 5 marzo, Umberto Galimberti terra’ la lectio magistralis su “L’etica del viandante”

    Martedi’ prossimo 5 marzo, Umberto Galimberti terra’ la lectio magistralis su “L’etica del viandante”

    Martedi prossimo, 5 marzo, alle 15.00, al Teatro San Marco, si terrà il primo appuntamento della X edizione del Festival Filosofico del Sannio, organizzato dall’associazione culturale filosofica “Stregati da Sophia”, presieduta da Carmela D’Aronzo.
    La lectio magistralis sarà affidata ad Umberto Galimberti che relazionerà sul tema: “L’etica del viandante”.
    “L’etica del viandante – si legge nella nota inviata alla Stampa – è un’etica nuova, necessaria, perché nell’età della tecnica tutte le etiche dell’Occidente sono implose.
    Come fa l’etica a dire alla tecnica di non fare ciò che può?
    Tutte le etiche che abbiamo formulato, sono etiche antropologiche in quanto mettono l’uomo al centro dell’universo, non funzionano più.
    Se l’uomo non è più al centro, cosa lo è? Come organizza la sua vita l’uomo nel rapporto con gli altri e con se stesso? Come costruisce il suo linguaggio?”
    Umberto Galimberti è professore emerito di Filosofia della storia all’Università “Ca’ Foscari” di Venezia.
    Esperto di Karl Jaspers, si è occupato dei legami tra psicopatologia e filosofia, dei limiti della psicoanalisi e di pratica filosofica.
    Fissando il proprio sguardo sui confini tra ragione e follia, nei suoi studi ha indagato con metodo genealogico le nozioni di simbolo, corpo e anima, rendendo visibili le tracce del sacro che persistono nella nostra civiltà dominata dalla tecnica e dedicando studi al disagio giovanile nell’età del nichilismo.
    Collabora con La Repubblica” ed è tra le voci filosofiche più presenti nel dibattito pubblico.
    Tra le sue opere recenti: “La casa di psiche. Dalla psicoanalisi alla consulenza filosofica” (Milano 2006); “L’ospite inquietante. Il nichilismo e i giovani” (Milano 2007); “I miti del nostro tempo” (Milano 2009); “Eros e psiche” (Milano 2012); “Giovane, hai paura?” (Venezia 2014); “La parola ai giovani. Dialogo con la generazione del nichilismo attivo” (Milano 2018); “Nuovo dizionario di psicologia, psichiatria, psicoanalisi, neuroscienze” (Milano 2018); “Perché? 100 storie di filosofi per ragazzi curiosi” (a cura di Milano 2019); “L’età della tecnica e la fine della storia” (Nocera Inferiore Salerno 2021); “Il libro delle emozioni” (Milano 2021).
    L’evento prevede i saluti istituzionali di Clemente Mastella, sindaco di Benevento, ed il coordinamento di Carmela D’Aronzo, presidente dell’associazione culturale filosofica “Stregati da Sophia”.
    L’ingresso nel Teatro San Marco è consentito dalle 14.30.  

    fonte: https://www.gazzettabenevento.it/Sito2009/dettagliocomunicato2.php?Id=162592

  • Galimberti apre il festival filosofico

    Galimberti apre il festival filosofico

    E’ stato l’illustre professor Galimberti ad aprire ufficialmente, al Cinema Teatro San Marco, la decima edizione del Festival Filosofico del Sannio, organizzato dall’Associazione culturale filosofica “Stregati da Sophia” di cui è protagonista Carmela D’Aronzo.

    E proprio l’ispiratrice ha provveduto a presentare ad una platea di ragazzi l’insigne ospite che è arrivato a Benevento per la sua lectio magistralis che nella nostra città ha un significato particolare: è l’etica del viandante che, al di là di Mastella che ne ha ripreso su misura sua l’accezione e per altre motivazioni, per Galimberti rappresenta invece l’antidoto necessario per fronteggiare la progressiva regressione dell’uomo da centro a margine dell’universo rispetto all’ascesa sempre più irrefrenabile della tecnocrazia.

    le dichiarazioni nel video che segue.

    fonte: https://www.labtv.net/cultura/2024/03/05/galimberti-e-letica-del-viandante-ma-mastella-non-cera/

  • Galimberti a Benevento: la salvezza nella fratellanza e nella cura del pianeta

    Galimberti a Benevento: la salvezza nella fratellanza e nella cura del pianeta

    La fratellanza e la cura della terra, intesa come pianeta non come difesa dei confini. Umberto Galimberti a Benevento va dritto al punto nella sua lectio magistralis per gli
    studenti del festival filosofico del Sannio, organizzato dall’Associazione culturale filosofica “Stregati da Sophia”.
    In un teatro San Marco gremito, Galimberti ha spiegato la sua visione “L’etica del viandante”. “Un’etica nuova, necessaria,
    perché nell’età della tecnica tutte le etiche dell’Occidente sono implose. Come fa l’etica a dire alla tecnica di non fare ciò che può?
    Tutte le etiche che abbiamo formulato, sono etiche antropologiche in quanto mettono l’uomo al centro dell’universo, non funzionano più.
    Se l’uomo non è più al centro, cosa lo è? Come organizza la sua vita l’uomo nel rapporto con gli altri e con se stesso? Come costruisce il suo linguaggio?”.
    Un messaggio chiaro “L’uomo non c’è più, è uscito anche dalla storia, è un funzionario della tecnica che non è uno strumento nelle mani dell’uomo ma un mondo a
    parte”.
    Guai a parlare di algoritmi “Per carità – avverte – ti fanno un profilo che non dice chi sei ma a cosa servi” e dunque l’appello alla difesa della terra e ad un mondo basato sulla fratellanza.

    Fonte: https://www.ottopagine.it/bn/cultura/351098/galimberti-a-benevento-la-salvezza-nella-fratellanza-e-nella-cura-del-pianeta.shtml

  • Galimberti e la sua ‘etica del viandante’ a Benevento: ‘Salvare la Terra per salvare l’umanità

    Galimberti e la sua ‘etica del viandante’ a Benevento: ‘Salvare la Terra per salvare l’umanità

    Il percorso evolutivo dell’uomo, dall’antichità ai giorni odierni, sul piano della politica, dell’etica, del rapporto con l’Altro e con il pianeta. Temi racchiusi nel libro ‘L’etica del viandante’ del professore Umberto Galimberti e divenuti oggi argomento della Lectio Magistralis che ha tenuto a Benevento in occasione del X Festival Filosofico del Sannio, organizzato dall’associazione Stregati da Sophia.

    Galimberti si concentra sul predominio della tecnica nel mondo contemporaneo, sull’assoluto tecnico che sembra aver soffocato ogni barlume di umanesimo e ha sostituito allo scopo condiviso un annullamento nel processo. E dunque in una prospettiva così descritta l’unica etica possibile, scrive Umberto Galimberti, è quella del viandante. A differenza del viaggiatore, il viandante non ha meta.

    Il volume edito da Feltrinelli è in primis un manuale di filosofia e contiene un’analisi attenta degli scenari economici e del dominio assoluto del mercato capitalistico sulle società occidentali contemporanee. Soprattutto, illustra una proposta concreta per porre fine al declino rovinoso che ha investito il pianeta, la difesa dei diritti umani e le democrazie.

    L’incontro, che si è svolto al Cinema Teatro San Marco, ha visto l’importante studioso e filosofo italiano affrontare un tema complesso che prova a spostare, dunque, l’uomo dal centro dell’universo ponendovi invece la natura. Fa comprendere che l’umanesimo del dominio è un umanesimo senza futuro. Il viandante percorre invece la terra senza possederla, perché sa che la vita appartiene alla natura. 

    L’intervista nel servizio video

    Fonte: https://www.ntr24.tv/2024/03/05/galimberti-e-la-sua-etica-del-viandante-a-benevento-salvare-la-terra-per-salvare-lumanita/

  • TV7: AL VIA IL X FESTIVAL FILOSOFICO DEL SANNIO, OSPITE IL PROF. UMBERTO GALIMBERTI

    TV7: AL VIA IL X FESTIVAL FILOSOFICO DEL SANNIO, OSPITE IL PROF. UMBERTO GALIMBERTI

    Presso il Teatro San Marco, si è tenuto il primo appuntamento del 10° Festival Filosofico del Sannio, organizzato dall’Associazione culturale filosofica “Stregati da  Sophia”.
    La lectio Magistralis è stata affidata al prof. Umberto Galimberti che relazionerà sul tema:” L’etica del viandante”
    L’etica del viandante è un’etica nuova, necessaria, perché nell’età della tecnica tutte le etiche dell’Occidente sono implose. Come fa l’etica a dire alla tecnica di non fare ciò che può? Tutte le etiche che abbiamo formulato, sono etiche antropologiche in quanto mettono l’uomo al centro dell’universo,non funzionano più. Se l’uomo non è più al centro, cosa lo è? Come organizza la sua vita l’uomo nel rapporto con gli altri e con se stesso ? Come costruisce il suo linguaggio ?
    I Saluti istituzionali sono stati affidati all’On.Clemente Mastella, Sindaco di Benevento, ha coordinato Carmela D’Aronzo, Presidente Associazione culturale filosofica “Stregati da Sophia”.

    Ai microfoni di Alfredo Salzano per TV7 Carmela D’Aronzo, Presidente Associazione culturale filosofica “Stregati da Sophia” e Umberto Galimberti, professore emerito di Filosofia della storia presso l’Università “Ca’ Foscari” di Venezia.

    fonte: tvsette.net/al-via-il-x-festival-filosofico-del-sannio-ospite-il-prof-umberto-galimberti/

  • Linguaggio protagonista al Festival filosofia

    Linguaggio protagonista al Festival filosofia

    Dacia Maraini, Umberto Curi, Roberto Vecchioni, Salvatore Natoli, Michela Marzano sono tra i dodici relatori che affronteranno il «linguaggio » sotto ogni sfumatura. «Linguaggio», il tema scelto per la decima edizione del Festival filosofico del Sannio, sarà al centro delle lectio magistralis che filosofi, sociologi e scrittori affronteranno nel corso degli interventi che si susseguiranno da marzo fino alle
    metà di maggio, nella kermesse filosofica. Il Festival, promosso ed organizzato dall’associazione culturale «Stregati da Sophia» in collaborazione con l’Università degli Studi del Sannio e con il patrocinio morale della Prefettura e del Comune di Benevento, sarà inaugurato il 5 marzo dal filosofo Umberto Garimberti con una lectio magistralis sul tema «L’etica del viandante».
    «”La decima edizione del festival è un traguardo importante per noi – ha detto Carmela
    D’Aronzo presidente dell’associazione
    “Stregati da Sophia” -E’ una scommessa vinta, grazie anche alla sinergia con l’Università degli Studi del Sannio, Il Balletto di Benevento ed il Conservatorio «Sala» che operano da anni al nostro fianco.
    I numeri registrati negli anni, gli eventi preposti, i tanti relatori ci spingono ad andare avanti per fare sempre meglio». Ed i numeri danno ragione a D’Aronzo: 76 gli oratori intervenuti tutti conosciuti a livello
    nazionale ed internazionale; 1.000 i partecipanti ai singoli incontri: 4 le pubblicazioni realizzate sui temi più importanti trattati dal festival,10 mostre, 23 momenti musicali, 10 performance di danza, 100 gli studenti che annualmente hanno preso parte al concorso «Io filosofo, Io filosofa».
    Ai prestigiosi dati di ieri si aggiungono già i primi relativi all’edizione di quest’anno: sono già 1.200 gli studenti iscritti, 13 gli incontri in programma al festival, che sarà dedicato al filosofo Giovanni Casertano scomparso recentemente, 18 gli istituti, anche della provincia di Caserta, Foggia ed Avellino, che parteciperanno, La scelta del tema dell’edizione 2024 del festival, “Linguaggio”, non è un caso – ha sottolineato il rettore dell’UniSannio Gerardo Canfora nel corso della conferenza stampa di presentazione
    della manifestazione – perchè il «Linguaggio» è l’espressione centrale del pensiero. Oggi si parla tanto di intelligenza artificiale che, altro non è, che la manipolazione statistica del pensiero». La necessità di riportare alla «positività» il linguaggio è stata espressa dal vice sindaco Francesco De Pierro che, portando il saluto a nome del sindaco Mastella (assente per motivi di salute) ha sottolineato l’aggressività e ed i toni spesso esasperati del linguaggio attuale, soprattutto quello dei social.
    E, rifacendosi anche ai tanti traguardi raggiunti dal festival culturale beneventano, l’assessora alla cultura Antonella Tartaglia Polcini, ha detto che gli eventi e le lectio magistralis proposte dal festival filosofico
    «saranno parte della crescita culturale e sociale delle generazioni presenti e future». Gli incontri
    filosofici si svolgeranno presso il Teatro Comunale e presso il Teatro San Marco con inizio alle ore 15, con le uniche eccezioni delle lectio magistralis.
    Inoltre le lectio magistralis potranno essere seguite sia in presenza che on line sulla piattaforma
    Cisco Webex. Come anteprima al festival, è stato analizzato il linguaggio della scrittura con la presentazione del libro di Eugenio Murrali «Margherite è stata qui».

  • Presentata la X edizione del Festival Filosofico del Sannio che si terra’ dal 5 marzo al 15 maggio prossimi e sara’ dedicata a Giovanni Casertano

    Presentata la X edizione del Festival Filosofico del Sannio che si terra’ dal 5 marzo al 15 maggio prossimi e sara’ dedicata a Giovanni Casertano

    Momento importante quello vissuto nel pomeriggio nella sede del Rettorato di Unisannio dove è stata presentata la X edizione del Festival Filosofico del Sannio che si terrà dal 5 marzo al 15 maggio prossimi.
    Il tema di questa edizione è: “Linguaggio”, un tema difficile da interpretare e soprattutto da proporre, ha detto  Carmela D’Aronzo, da parte dei relatori che animeranno questa edizione. Ma è nella difficoltà che bisogna operare con l’intento di riuscire, ha proseguito il presidente di “Stregati da Sophia”, altrimenti sarebbe tutto molto facile e lì possono cimentarsi tutti.
    Se siamo riusciti nell’intento e siamo giunti al decennale, ha detto D’Aronzo nell’aprire i lavori di presentazione del Festival, è anche grazie alla grande sinergia che c’è stata tra noi ed i vari Enti ed Istituzioni.
    Il presidente non ha potuto nascondere la sua emozione quando ha ricordato i relatori succedutisi negli anni e che non ci sono più.
    A tale riguardo ha annunciato che la edizione di quest’anno sarà dedicata a Giovanni Casertano.
    Sin qui, ha proseguito D’Aronzo, abbiamo impegnato 76 relatori e 33 correlatori.
    La scommessa è vinta.
    La Filosofia ha creato un ponte tra passato e presente con una proiezione sul futuro.
    Hanno già aderito al Festival 18 Istituti scolastici tra Benevento, Avellino, Foggia e Caserta ed avremo la presenza di 250 studenti provenienti da fuori città che, assieme a 20 docenti, pernotteranno e soggiorneranno qui da noi per seguire la manifestazione.
    I numeri sin qui conseguiti da questa iniziativa sono eccezionali.
    Ciascuna edizione, tra presenza e remoto, ha avuto la partecipazione di circa 10mila persone, una affluenza che non si è fermata nemmeno durante il covid.
    Gli elaborati più interessanti li abbiamo poi raccolti in una rivista.
    A latere degli incontri con i relatori, sono state allestite 10 mostre, 23 momenti musicali nel segmento di filosofia e musica e 10 performance e 7 spettacoli di danza assieme anche ad 8 aperitivi filosofici posti in essere con l’Istituto “Le Streghe”.
    C’è stato poi il Concorso “Io filosofo” con circa 1.000 partecipanti nei dieci anni di vita dell’iniziativa e sono state assegnate 100 borse di studio.
    Insomma, ha concluso D’Aronzo, abbiamo cercato di non trascurare niente.
    Per l’edizione di quest’anno sono già 1.200 gli alunni iscritti in rappresentanza di 18 Istituti scolastici superiori. Gli incontri saranno 13, sia in presenza che da remoto.
    La parola è quindi passata al rettore Gerardo Canfora, che ha esordito dicendo che è stato emozionante ascoltare, tutto d’un fiato, quanto realizzato nel corso di questi dieci anni. Questo dimostra che è stata impiegata tenacia ed energia.
    Il tema “linguaggio” è centrale rispetto a ciò che sta succedendo soprattutto rispetto all’intelligenza artificiale, ha proseguito Canfora.
    Gran parte di quella che chiamiamo intelligenza artificiale manipola il linguaggio utilizzando solo regole statistiche.
    Quando rivolgiamo una domanda al sistema esso dà una sequenza di parole probabili che ha letto ed inserito in un modello.
    Nel linguaggio c’è la cultura dominante di un popolo.
    Tutto questo mi porta a dire brava a D’Aronzo, ha concluso il rettore, per la scelta del tema di quest’anno.
    Maria De Feo, vice prefetto vicario, ha voluto anche lei sottolineare l’importanza del linguaggio nella vita di tutti i giorni anche in riferimento al nostro dialogo interiore.
    Francesco De Pierro, vice sindaco in rappresentanza anche del sindaco Mastella, influenzato, ha sottolineato la grande disponibilità anche di Antonella Tartaglia Polcini, assessore, che si spende per elevare il dibattito culturale in città.
    Sono contento di trovarla nella lista dei relatori anche di questa edizione.
    Questo è un Festival che già nel nome “Festival filosofico del Sannio” abbraccia la cultura e non solo della città.
    Negli anni esso ha ospitato il meglio dei filosofi nazionali proiettando lo stesso Festival ben oltre i confini provinciali e regionali.
    Abbiamo la necessità, ha proseguito De Pierro, di far appassionare le persone allo studio della filosofia.
    Come Amministrazione comunale siamo molto contenti per la capacità di coinvolgimento dei ragazzi.
    Bisogna diffondere ovunque la cultura del confronto.
    Il linguaggio di oggi è distorto e dobbiamo recuperarne uno fatto di positività atteso che sono difficili e pericolosi quelli che appaiono sui social.
    Ovviamente anche la politica deve stare attenta ha concluso De Pierro, e convincersi della necessità di utilizzare un linguaggio consono.
    A questo punto la parola è passata ad Antonella Tartaglia Polcini, assessore alla Cultura, che ha anche lei accolto con favore la scelta del tema di questa edizione del Festival sottolineando come il linguaggio rispecchi le persone nel loro essere nel mondo e di relazionarsi.
    Noi insegnanti siamo abituati all’approfondimento di relazione anche se questo non è scontato.
    Il linguaggio intriso di filosofia, ha valenza anche di territorio e per questo farà rimanere nella storia questa iniziativa atteso che essa è già nelle menti e nei cuori di tante generazioni.
    Attenzione però, ha concluso l’assessore, perché se il linguaggio si ammala esso diventa pericoloso e tendente ad escludere.
    Carmen Castiello, coreografa e maestra di danza, ha concluso gli interventi affermando che loro, i danzatori, sono distanti dall’intelligenza artificiale. E’ rimasto tutto come prima.
    Le pause con il Festival sono riempite da parole bellissime.
    Il percorso sarà semplice ma toccheremo i vari momenti storici della danza che va oltre il corpo.
    Raccogliamo quello che c’è dentro e lo manifestiamo, ha concluso Castiello.
    L’evento di questo pomeriggio è quindi proseguito con la presentazione del romanzo “Margherite è qui” di Eugenio Murrali (nelle ultime due foto in basso).
    Con questo romanzo, ha detto Murrali, l’autore ci fa comprendere l’urgenza di rifondare il linguaggio, di ragionare sul ruolo e sulle possibilità della letteratura, una riflessione che nasce spontaneamente dal modo in cui racconta una scrittrice innamorata della parola, imbevuta di cultura classica.
    Marguerite Yourcenar, ispirandosi, alle grandi prose dei greci e dei latini, ha dato vita a opere che si distinguono per l’altezza del loro linguaggio, per il controllo formidabile del periodare, per la musicalità della frase, per la potenza espressiva.

    fonte: https://www.gazzettabenevento.it/Sito2009/dettagliocomunicato2.php?Id=162154